Critica

 

Angioletta De Nitto approda al tema delle “Biglie” dopo una ventennale esperienza di pittura iperrealistica durante la quale affina ulteriormente e porta ai massimi livelli la sua tecnica, già per doti naturali straordinaria.
Allora l’esercizio severo del disegno, la luminosità del colore, il nitore delle composizioni, ancorchè complesse, hanno trovato la loro via di espressione nei generi tradizionali della pittura, per risultati di grande impatto espressivo.
Le “Biglie” si collocano alla fine di questo percorso e segnano l’inizio di una ricerca che certamente affonda le sue radici nel passato in ordine ai mezzi espressivi, e del passato conserva anche la memoria di certe forme naturalistiche rotondeggianti, ma che vira, ormai irreversibilmente, dalla minuziosa descrizione alla pura astrazione,  la “Biglia”, modulo spaziale sferico e per certi aspetti misterioso ingloba concrezioni di materia disposta in traiettorie imprevedibili su cui la luce-colore si esalta per trasparenze e riverberi, oscurità e solarità. La biglia anche come metafora di universi individuali, ogni volta apparentemente simili nella natura, ma chiusi irrimediabilmente nel loro destino al punto da portare ognuna un nome ed una identità irripetibili (Biografia). Un percorso artistico il suo, nato come processo d’interpretazione della realtà sensibile e conchiuso con l’espressione di un pensiero collocato nella dimensione astratta e metafisica.
Giovanni Alfonsetti

 

La ri/scoperta, di un percorso attraverso l’elementarità fisica di un filo, raffigura e muove l’uomo verso la ricerca di una sua identità.
Pinuccio Ancona

 

Meduse, sinuosi tentacoli e mossi ombrelli, seducenti volteggi disegnano bellezza.
Cinzia Cagnetta

 

…La pittura, che Angioletta De Nitto dimostra di padroneggiare magistralmente e con la quale raggiunge esiti quasi iperrealistici, supportata dalla tecnica delle velature, che guida ad una lucidissima  e implacabile definizione ottica della rappresentazione.
Marilena Di Tursi

 

…La descrizione certosina dei dettagli, in maniera pressochè fotografica che è alla base del suo atto creativo, è strettamente connessa alle istanze metaforiche, contemplative della sua serena percezione realistico-intimista del mondo; sichè gli aspetti formali e stilistici tendenti a minuziosa perfezione si rivelano meri pretesti accresciuti nelle semantiche.
Massimo Guastella

 

…La De Nitto riesce a coniugare al bellezza pittorica - stesura di un colore oltremodo pulito, il gioco contrappuntistico perfetto di luci e ombre - con i temi prescelti, dove è insita la lezione poetica degli antichi maestri.
Paolo Levi

 

…La tecnica è certosina, attraverso l’uso sapiente delle velature.
Antonella Marino

 

…Interessante è la qualità quasi iperrealistica di questa pittura. La sua sapienza formale conduce l’oggetto al limite di una controllata leggerezza, di vago sentore metafisico.
Pietro Marino

 

La realtà può essere percepita all’insegna della dualità … con la serie di meduse porta in scena mondi apparentemente lontani e cosmici.
Dores Saquegna

 

…Ogni biglia è metafora di un microcosmo ontologico dotato di un nome proprio e di singolare temperamento, di un tegumento umorale unico e irripetibile. …Il linguaggio formale della De Nitto riesce ad attivare infiniti e vibranti baluginii percettivi che consentono allo spettatore di formulare la sua necessaria ma sempre relativa visione del mondo. Tale esercizio pittorico, in cui la componente iperrealistica è presente, ma si stempera nel calore dei toni, dei materiali della tela e nella delicatezza del tratto, si traduce in esiti compositivi e cromatici oltremodo suggestivi, che giocano con le possibili dilatazioni pittoriche e tridimensionali dello spazio, generando continue interferenze tra i piani del visibile, moltiplicati ulteriormente dal ricorso a semisfere riflettenti in plexiglass.
Giuliana Schiavone